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Document Typology: Other
Methodology addressed by the publication:Narrative medicine
Title of document: “Formarsi nelle pratiche di cura: decostruire il dolore”. analisi del dolore come oggetto culturale”,
Name of author(s): Lorena Bagnara,
Name of publisher: elaborato di tesi di Laurea in Infermieristica, Università degli Studi di Torino, 2010
Language of the publication: Italian
Language of the review: Italian
Summary:
L’esperienza formativa di cui si da conto è un attività elettiva rivolta agli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Torino nel 2008. Nucleo centrale è la decostruzione del concetto di dolore nel suo essere oggetto culturale e come ciò s’intreccia con il vissuto formativo degli studenti . La metodologia de costruttiva e genealogica permettono di riformulare nuovi significati del dolore ed entrare più consapevolmente nella relazione con chi soffre, partendo dal riformulare le personali ed altrui visioni sul dolore. In questo processo diventa possibile cogliere i vissuti della persona che affronta l’esperienza dolorosa per stabilire un’azione di cura più consapevole.
Il dispositivo formativo decostruttivo è quello della Clinica della Formazione accompagnata da un’ analisi genealogica del concetto di dolore. Nello specifico si è usato una narrazione di un’esperienza “professionale” legata al dolore sotto forma di scrittura e la compilazione di un diario riflessivo delle due giornate formative . L’analisi delle scritture fa emergere come il percorso di formazione abbia suscitato una profonda riflessione sul tema del dolore intrecciata con la reale difficoltà di entrare nel mondo del soggetto malato. L’accento usato dagli studenti nelle narrazioni e nei diari riflessivi fa trapelare una sorta rabbia: forse per la prima volta sono riusciti ad affrontare il tema dolore in prima persona, e non solo più come semplici spettatori. Il dolore è un argomento taciuto, nascosto, scontato. Emerge la profonda angoscia quando “catapultati” in un reparto ospedaliero si trovano di fronte a sofferenze di difficile sopportazione. Trapela in quest’analisi, la consapevolezza di come si possa costruire una sorta di “corazza” che col tempo diventa quella “freddezza”, esteriorità o delega al linguaggio bio medico, nei confronti di un vissuto di dolore, che allontano nella relazione di cura l’infermiere ed il paziente
Reviewer's comments on the document:
Il dolore è quanto di più proprio, individuale e intrasferibile possa darsi nella vita degli uomini,
Tuttavia le basi per una comprensione del vissuto di dolore sono già inserite nell’esperienza soggettiva, frutto di rappresentazioni sedimentate, storicamente determinate, personalmente rielaborate, che ne fanno un vero e proprio “oggetto culturale”. In tal senso l’elaborato è posto come presa di coscienza, attraverso la narrazione di vissuti e diari esperenziali, della necessità, di formarsi ad un approccio critico con questo “oggetto” così presente nella propria esperienza professionale. D’altra parte la cura si gioca sull’asse della necessità come obbligatorietà della condizione umana al lavoro del vivere, e quella della trascendenza della sollecitudine e premura rispetto al proprio ed altrui possibile divenire. L’esperienza ,i vissuti e la riflessività diventano i campi di ricerca continua del proprio essere nel mondo, indagando, i termini del discorso, i saperi e poteri agiti, che caratterizzano il soggetto nelle sue determinazioni individuali e professionali. Il problema, da questo punto di vista, è mettere in rapporto fra loro i processi di cura, di formazione e di riflessione sulla propria esperienza domandandosi, con una procedura de costruttiva come quella della Clinica della Formazione, quali i linguaggi, gli sguardi, i rimandi di senso messi in campo, le latenze, che si intrecciano quando pensiamo ed agiamo nei confronti del dolore e della cura. Di qui la necessità di indagare i dispositivi culturali e linguistici che presiedono alle nostre più usuali categorie di giudizio. Questo per evitare forme semplificate e fuorvianti di una omologazione che, nell’attenzione, nella cura dell’altro, preferisce percorrere “facili autostrade di pensiero” , piuttosto che difficili ma intriganti “sentieri di bosco”.In questo senso l’esperienza proposta intende predisporre un percorso di analisi che, in momenti collegati fra loro- parola, immagine, esperienza- consente di sperimentare una situazione concreta di decostruzione., e di donazione di significato.
Where to find it: Rivolgersi al Dr. Silvano Gregorino relatpre della tesi mail: silvano.gregorino@unito.it

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