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Document Typology: Book
Methodology addressed by the publication:Narrative medicine
Title of document: Pratiche di cura, Il lavoro infermieristico tra casi clinici e orizzonti interpretativi
Name of author(s): Silvano Gregorino
Name of publisher: PAIDEUTIKA, N° 4, STAMPATORI EDITORE, TORINO, 2006
Language of the publication: Italian
Language of the review: Italian
Summary:
Lo studio evidenzia come il luoghi di cura siano costantemente, per i soggetti implicati, anche luoghi di formazione, riportando vissuti di pazienti con lesione del midollo spinale ed il loro modo di fornire significato al proprio corpo. In tal senso formarsi, educare e curare, sono intesi come possibilità di dar forma alla propria esistenza, a partire dalla propria esperienza vissuta, Erlebnisse.
Ritenendo, quindi, la cura e la formazione “oggetti culturali”, si sottolinea che nell’incontro di cura intervengono interpretazioni differenti di ciò che accade. Con queste considerazioni si evidenziano alcuni possibili significati che si possono conferire al concetto di cura e del lavoro professionale della cura. Si mettono in rapporto i processi di cura, formazione e di relazione così come i vissuti dei protagonisti della scena li definiscono. L’analisi è supportata dai riferimenti alla cura che Heiddeger espone in “Essere e tempo”. Alcuni elementi chiariscono la possibilità di pensare al lavoro professionale di cura al di là del modello prettamente tecnologico e strumentale e nei termini medico-organicisti. Creare la possibilità di pensare la malattia secondo quanto ha elaborato Winnicott attraverso la reverie, e la possibilità di alimentare la posizione della “madre sufficientemente buona” sono elementi che, assieme alla costruzione con il paziente del senso o significato dell’esperienza di malattia, diventano posizioni centrali per la professione di cura. In situazione di cura il corpo è il luogo della possibilità di dare forma alla propria esistenza. Il corpo vivente, Leib, come possibilità di progettarsi nel mondo, piuttosto che il corpo cosa,Korper. Testimonianza dei presupposti teorici individuati sono le esperienze riportate con le interviste narrative di alcune persone ricoverate in una Unità Spinale analizzate alla luce dei riferimenti teorici evidenziati. Attraverso queste testimonianze si colgono i differenti significati forniti al proprio corpo modificato dalla paralisi, e la differente progettualità che possono diventare elementi utili nel processo di cura.
Reviewer's comments on the document:
L’intenzionalità del corpo umano, la sua originaria aperture al mondo si fonda nella possibilità di dirigersi e progettarsi nel mondo. In questo senso, attraverso il corpo l’uomo da forma alla propria esistenza. Il corpo, cioè, diventa elemento indispensabile per definire il soggetto, ovvero per un processo formativo. La visione bio medica separa questa dimensione formativa- esistenziale, riducendo il corpo a cosa, ovvero al corpo-che-si-ha, separata dal corpo soggetto, al corpo-che- si-è.
La possibilità per un professionista della cura di progettare e sostenere un soggetto che nella paralisi del corpo vede fuggire la sua precedente forma; come elemento che dava senso e significato al proprio esistere, è tutta nella capacità di contribuire a fornire senso e nuovi significati al corpo così cambiato.
La cura diventa un pre-occuparsi . Un processo di autentico interesse per i destini esistenziali dell'altro, a fronte di una visione di un occuparsi senza coinvolgimento personale, come riparazione e ripristino di funzioni che permettono un sopravvivere piuttosto che un vivere. Lo studio pone come elemento sostanziale di questa possibilità, una metodologia che orienta alla relazione con il paziente in modo tale che lo stesso esprima, fornisca nuovi significati al corpo così cambiato. Lo studio ci porta a riflettere come la relazione di cura attraverso la narrazione guidata, possa meglio orientarsi ad una personalizzazione all’azione riabilitativa ed educativa.
Where to find it: Not available on Google Books

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