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Forza di volontà

Anonimo
Language: Italian
Country: Italy
Typology: health care professionals
Text:
Ho visitato recentemente un signore di anni sessanta, che soffre di amiloidosi cerebrale, che nell’arco degli ultimi dieci anni ha avuto quattordici emorragie cerebrali. Il paziente è un alto dirigente, colto, simpatico, sportivo, sposato, papà di famiglia, generoso e molto intelligente. Le ultime emorragie cerebrali sono state clinicamente invalidanti, sia sotto il profilo cognitivo, sia motorio e funzionale. Nonostante il grave danno cerebrale, il signore era tornato a nuotare, giocare a tennis, fare il padre, il marito, relazionarsi con estranei, andare a teatro, leggere. Quello che più mi ha colpito è la tenacia, la grande forza di volontà che il paziente ha avuto durante i ricoveri, dove si vedeva immobile, incontinente, afasico, incapace di comunicare con i parenti e i sanitari, incapace di far sapere che percepiva il suo corpo, anche se non poteva controllarlo, riconosceva le persone, le voci, ma non era in grado di comunicarlo. Dieci giorni fa, l’ho rivisto nel reparto di medicina di quest’ospedale. La diagnosi è sempre: emorragia cerebrale, ma questa volta massiva. Lo visito, ma questa volta percepisco che ha perso la speranza. Il mio paziente non ha più voglia di lottare. Con la moglie si decide per un trasferimento al domicilio dopo l’attivazione dell’assistenza infermieristica domiciliare e il posizionamento di una PEG per garantire la nutrizione.


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