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Si può fare di più

Anonimo
Language: Italian
Country: Italy
Typology: health care professionals
Text:
Ragazzo, diciotto anni, disabile grave. Nessuna capacità di movimento e di comunicazione. Ricoverato presso il reparto di chirurgia per una patologia acuta, con l’eventualità di un intervento chirurgico. Il ragazzo era seguito costantemente dai genitori, sicuramente più dalla mamma, che passava con lui quasi ventiquattro ore. La famiglia era composta da altri due figli più piccoli che, nonostante già le grosse difficoltà di gestione del ragazzo, sembravano comunque vivere con serenità l’accaduto. Avendo già qualche esperienza con la disabilità, collaborando per alcuni anni presso un centro diurno, ho trovato veramente diverso affrontare il paziente da un altro punto di vista: quello sanitario è più complicato, perché manchiamo dal punto di vista sociale, non si ha il tempo di occuparci del resto, fuorché della patologia acuta, o forse non si è entrati ancora nell’ottica che si può fare di più e meglio. L’aiuto della mamma, che assisteva il ragazzo ventiquattro ore, era per noi un aiuto prezioso, perché lo conosceva bene e capiva ogni suo disagio o malessere. Ma noi, come ospedale, non siamo preparati per accogliere: ha sempre dormito su una sdraio, mangiato un panino per non lasciare il proprio figlio, e noi solo concentrati sulla patologia acuta. Forse è un po’ troppo riduttivo.


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