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L’apparenza inganna

Mattia
Language: Italian
Country: Italy
Typology: health care professionals
Text:
Nel nostro servizio, alla presa in carico, l’anamnesi viene fatta in maniera sistemica, seguendo lo schema della cartella e la sua compilazione, quindi, solitamente, si forniscono indicazioni cliniche, veloci, fatte con domande e risposte. Trovo questo momento molto freddo e molto veloce, dove non si ha la possibilità di conoscere il paziente e la sua famiglia. Ecco perché amo molto di più il secondo incontro con il paziente e la sua famiglia. Il confronto è diretto, sono da sola con il paziente e il suo familiare e tutto diventa più intimo. Mattia è un nostro paziente da qualche anno, è affetto da tetraparesi spastica, ha ventisei anni. Viene preso in carico nel nostro servizio perché affetto da polmonite, per cui necessita di terapia antibiotica endovenosa. Alla presa in carico, il nostro interlocutore è la madre, che appare forte, determinata, molto presente. Lei sa tutto, conosce tutto, dà l’idea di essere super e di non considerare affatto il nostro lavoro e la nostra professionalità. È molto rigida e soprattutto molto ostile, non crede in noi, nelle istituzioni, che non l’hanno mai aiutata, e nel nostro operato. Sono molto spaventata dal dover entrare da sola in quella casa, a mettere una flebo a Mattia, che praticamente non ha vene. Non dovrò fare errori. Entro in casa di Mattia in punta di piedi e con tutta la calma del mondo. Tento di allacciare con questa madre un rapporto di fiducia, di alleanza. Mentre accarezzo Mattia, inizio a parlare con lei e a chiederle da quanto tempo si occupa così assiduamente di suo figlio e scopro che Mattia è nato sano, ha un fratello gemello, che grazie a Dio è sano, studia e fa la sua vita. Mattia si è ammalato dopo uno dei vaccini obbligatori, che gli ha scatenato una meningite. Lei era un’insegnante ed ha negato se stessa per il figlio, ha lasciato il lavoro e si è chiusa in casa con lui. Conosce tutto di suo figlio… ogni respiro, ogni millimetro quadrato della sua pelle (guarda… bucalo qui perché è l’unico posto… quella cremina per lui non va bene, invece questa è ottima! E così via…). La mamma parla per quasi un’ora, senza stancarsi di raccontarmi di lui e della sua vita, sciogliendosi sempre di più, ed io non ho ancora fatto nulla a Mattia, ma sento di doverle quel tempo per la grande pena che provo per queste situazioni e cerco di farle capire che, per quanto possibile, la comprendo. Si è formato un grande legame fra noi e quello che tengo a far emergere è che questa donna si è rivelata in maniera totalmente diversa da come l’avevo immaginata e percepita nella prima visita domiciliare.


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