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Storia di Marianna

Marianna
Language: Italian
Country: Italy
Typology: patients and relatives
Text:
Lettera da parte della mamma Cara dott.ssa X, vorrei prima di tutto ringraziarla per il sostegno e appoggio che mi dà in tutti questi anni. Non ho parole per dire “grazie” a voi se Marianna è in vita e ha una bellissima sorellina che la adora. Lo devo a voi. Vi scrivo grata e riconoscente, perché avete sentito il mio grido di aiuto, che a volte noi mamme lo urliamo alla gente con il silenzio, che per sentirlo devi renderti conto che c’è, purtroppo. Un grosso abbraccio anche a tutto lo staff, che è sempre disponibile. Grazie!!! Marianna, Beatrice, mamma e papà. Marianna Oggi vedo una bellissima bambina di quasi cinque anni accanto a me. Le piacciono la musica, il calcio, i libri, le canzoncine del nido e la sorellina Beatrice, che la adora. Marianna è il mio ossigeno, la mia ragione per alzarmi al mattino, e il suo sorriso mi riempie i vuoti che ho dentro di me come mamma. Quando ho iniziato a conoscerla, ho visto una bambola che sembrava di porcellana, così ho dovuto imparare a conoscerla e a comportarmi con lei in modo giusto. Quando l’ho presa in braccio la prima volta, ho sentito come se mi chiedesse aiuto. Il mio cuore aveva un coltello dentro che si girava, il dolore era terribile, ma lo sentivo con lei in braccio che mi guardava con i suoi bellissimi occhi azzurri. L’ho alzata e ho improvvisato un lento con lei in braccio, e ancora oggi facciamo il walzer della giornata I… II… III… li conto, poi giriamo e LEI ride, è contenta, la mia faccia è raggiante e il suo corpo rigido. Conoscerla non è stato difficile, perché ho detto che avrà preso da me, allora la tratto come vorrei essere trattata io: dolcezza, coccole e ci vuole molta fermezza. Ho cercato di riempire le sue giornate con tante attività fuori casa. Al mattino, quando la alzo, le canto e le parlo a voce bassa e lei mi risponde sorridendo e cercando di stirarsi il corpo. “Marianna, piccolina, su, bimba di mamma, vieni su, alzati tu, che la mamma ti tira su”. “Marianna, amore mio, dai un bacio alla tua mamma, ci laviamo, ci cambiamo e al nido noi andiamo”. Quando è pronta sul “trono” (sedia di postura) e davanti allo specchio è buffa, perché si guarda allo specchio e, se l’acconciatura non la convince, è seria, invece se l’acconciatura è ok, allora apre la bocca e fa un grande sorriso e braccia aperte e sento che cerca di stringermi accanto a sé. I momenti belli sono tanti, purtroppo sono oscurati dalla routine quotidiana e dai problemi amministrativi della famiglia. Molte volte un genitore dovrebbe non avere problemi di nessun tipo, allora non dovrebbe lottare con se stesso soprattutto e conoscersi veramente e vedere e accettare i propri limiti. Fatiche ne facciamo tante, però, il bello di Marianna è che sa sorprenderci sempre con un gesto o un verso a parte fuori dal normale. Fa cose che non ci aspettiamo mai da lei, se non stiamo attenti, ci attira l’attenzione con un gridolino o un gesto con le mani, fa di tutto per essere al centro dell’attenzione. Le piace stare in contatto con i bimbi della sua età, va benissimo a scuola e volentieri al parco giochi con la sorellina. La sorellina ha un rapporto bello con Marianna, è molto protettiva, calorosa, amabile e dormono spesso insieme al pomeriggio. Adesso, dopo un breve soggiorno a Tortona, Marianna ha imparato a dormire nel lettino e si comporta in modo più tollerante, non è così “tiranna” come prima. Il Piccolo Cottolengo di Tortona è una casa molto pratica, colorata e mi sono sentita anch’io bene lì. Ma nella piccola casa mia è meglio, con papà che la sera entra per la porta e fa: “Ciao, dove sono le mie piccole bimbe?” E Beatrice gli corre davanti, e Marianna che vorrebbe saltare giù dal trono e abbracciare forte papà con un largo sorriso. “Marianna, piccolina, la mia grande birichina”.


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