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Il mio male

Anonima
Language: Italian
Country: Italy
Typology: patients and relatives
Text:
Tutto ha inizio nel 2003, quando mi fu diagnosticato un tumore in situ nella mammella destra: mastectomia totale e ricostruzione di ambedue le mammelle in due anni... Prima mi hanno messo acqua e poi silicone. Nel 2003 ho fatto solo l'operazione, niente chemioterapia o radioterapia. Ho fatto esami di controllo per cinque anni e poi quando mi dicono "fine del pericolo"... Il pericolo era li, pronto a uscire. Mi è arrivato un dolore al fianco, giorno dopo giorno peggiorava, avevo difficoltà a camminare; vado dall'osteopata. Mi faccio manipolare e mi sembra ogni volta di stare meglio. Lavoro e faccio finta di nulla, ma dentro di me lo sento: c'è qualcosa che non va. Inizio anche ad avere problemi a digerire... Vado in vacanza una settimana e, invece di rilassarmi e divertirmi, mi accorgo di stare malissimo, ho solo voglia di stare nel letto e dormire, mangio a fatica. Appena ritorno a Torino faccio un’eco all’addome... ed ecco i primi accenni! Bisogna approfondire: 21 luglio 2009, a Milano, entro presto in ospedale la mattina ed esco nel pomeriggio... Esami su esami. Mi viene detto: “Non so dirti dove tu non lo abbia". Sensazione tremenda… panico, le lacrime mi uscivano incontrollate, il pensiero a mio figlio (13 anni), devo rifare testamento, devo dire a Danilo (ex marito) che deve lasciare Federico con mia madre. Insomma ero convinta di abbandonare il mio posto in terra alquanto velocemente. Vado alla visita dopo pochi giorni con la dottoressa oncologa specialista in cancri mammari, Alessandra X, allo I.E.O. di Milano: è stata una professionista eccezionale; ha letto tutta la tac senza mai muovere un muscolo facciale e alla fine mi ha accarezzato una mano e guardandomi negli occhi mi disse: "Via questa faccia triste, bisogna essere positivi perché lei è curabile, forse non guaribile ma curabile", mi sono sentita non dico rinascere ma meglio di qualche minuto prima, più passavano le ore e più avevo voglia di lottare. Una mia amica mi fa conoscere un dottore medico chirurgo specialista in psicoterapia che pratica la naturopatia, Dott. Massimo Y, che mi dà subito delle medicine naturopate per prevenire e togliere degli effetti collaterali che la chemioterapia e la radioterapia potrebbero procurarmi e mi prepara ad affrontare questa malattia insieme a delle volontarie. Posso confermare che quando fai la medicina tradizionale affiancata alla naturopatia e omeopatia e a delle volontarie che ti fanno parlare, sfogare e che t’insegnano a meditare, hai veramente dei benefici, io la consiglierei a tutti; l'importante è fare le cure tradizionali, NON abbandonare la medicina ufficiale, ma prendendo anche queste medicine naturali che male non fanno (io ho sempre detto all'oncologo che medicine naturopate o omeopate prendo) molti effetti collaterali non li ho avuti, altri invece purtroppo ci sono stati, ma forse più lievi. Ogni martedì, quando mi confrontavo con le altre pazienti, mi accorgevo che tante cose a me non accadevano... nausea e vomito non le ho evitate sempre, il mio vomitare partiva da un urlo interiore, io mi liberavo ma chi era vicino a me si spaventava. Ho iniziato con le meditazioni che facevo insieme alle volontarie eccezionali, sono stata tanto seguita e mai abbandonata. La radioterapia in testa è stata devastante, da non augurare neanche al peggior nemico. Il gusto di metallo in bocca è stato terribile, non riuscivo a mangiare nulla se non pomodori e minestrine o minestroni. Stavo ore seduta sul divano con un male alla testa terribile, mi sembrava di avere un martello dentro la testa, mi sono venute delle piaghe, ero come bruciata... Ho messo tanta tantissima emulsione per scottature in testa e nella fronte. Mi vedevo come un mostro e mi sentivo così brutta. Gli odori li sentivo tantissimo, la vista a volte era buona e a volte peggiorava, i sapori erano alterati, l'udito era alterato. Un effetto collaterale che mi sono portata sempre dietro sono state le infiammazioni intime; ancora adesso, nonostante l’omeopatia e la naturopatia da anni e la medicina tradizionale, le infiammazioni mi sono sempre arrivate dopo la chemioterapia… niente da fare, magari sono diminuite un po’ ma mai sparite, come invece la nausea e il vomito. Quando il cancro è entrato in me, quando ho realizzato di avere il cancro, quando questo codice 48 ha preso il primo posto nella mia vita, ho rinunciato a tante cose per lottare solo con la mia famiglia. Mia madre è sempre stata vicina a me, mai avrei lottato così tanto se non avessi avuto accanto a me lei, mio figlio, mia sorella, le mie nipoti e tutta la famiglia, senza la famiglia per me non ci sarebbe stata una lotta; dopo la famiglia arrivano gli amici unici che in modo costante ma mai invasivo mi sono stati e mi stanno sempre vicino, ognuno di loro a loro modo. Mai lasciarsi andare, bisogna essere positivi e crederci fino in fondo. Crederci anche quando una parte vitale sta peggiorando, tu credici e vai avanti con i pensieri positivi, fai anche le tue considerazioni e metti a posto quello che vuoi… ma non smettere di crederci: potresti festeggiare alla fine della cura o dopo la diagnosi di una tac con liquido di contrasto. Sono stata fortunata a incontrare un personale, dai dottori agli infermieri, umano, sia allo I.E.O. che al Presidio Sanitario Gradenigo. Quando vieni trattata come essere umano, ti senti più sicuro anche di chiedere qualcosa di frivolo ma per te importante per prendere nuove energie come: posso fare dei massaggi? Posso fare bagni con Jacuzzi? Posso fare ginnastica? Quando ti senti a tuo agio con tutti, riesci ad avere un rapporto di stima e fiducia reciproca. Noi pazienti diamo le nostre vite, ci fidiamo pur sentendoci cavie e tutti speriamo di terminare questi cicli vincenti.


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