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Rossella

Rossella
Language: Italian
Country: Italy
Typology: patients and relatives
Text:
Rossella viene al mondo in una notte di fine ottobre. È una bella bimba di 2700 gr., con gli occhi di un blu intenso, come il mare. È un momento d’immensa gioia e niente lasciava presagire che di lì a pochi giorni sarebbe iniziata la nostra odissea. Al mattino successivo la nascita della mia bambina, chiedo alle infermiere come mai non mi avessero ancora portato la bimba per la poppata, la risposta è stata: “è nauseata, perché abbiamo dovuto aspirarla”. Comunque, secondo i medici e le infermiere, tutto andava bene, la bimba era sana. Quando arrivava l’ora della poppata, la piccola faceva fatica ad attaccarsi al seno e, se chiedevo spiegazioni in merito, la risposta era sempre la stessa: tutto nella norma, la bimba è pigra. Ci dimettono! A casa, comunque, noto che la piccola secondo me non si nutriva a sufficienza, dava due/tre poppate, poi si fermava, e questa cosa a me non piaceva. Dopo due giorni dalle dimissioni, visita di controllo come da routine, la bimba aveva già perso parecchio peso, però, a detta loro, il calo fisiologico era normale! Torniamo a casa, non convinta, interpello il pediatra, che visita la bimba, quindi decidiamo di darle, oltre al mio latte, del latte in polvere. Dopo tre giorni, le cose non cambiano, così porto Rossella dal pediatra, che con accuratezza visita nuovamente la piccola e la ricovera immediatamente. A soli cinque giorni di vita, inizia l’odissea! Arrivate in ospedale, Rossella era veramente in una situazione tragica. Rischiava di non farcela, perché, in soli cinque giorni, aveva perso più della metà del peso, quindi stavo già rischiando di perderla. Che dolore immenso, vederla con il sondino naso gastrico e la flebo. La piccola ha passato la notte in incubatrice. È stata la notte più lunga della mia vita, perché non sapevo se avrebbe passato la notte. La mia cucciola ce l’ha fatta, per fortuna! Perché lei doveva stare con la sua mamma. Abbiamo passato un mese in ospedale, sempre nutrita con il sondino naso gastrico, però le cure dei medici e l’amore della famiglia hanno fatto in modo che Rossella tornasse a rifiorire. Non abbiamo mai saputo cosa avesse esattamente Rossella, perché in nove anni e mezzo nessuno è mai stato in grado di effettuare una diagnosi, ma solo di ipotizzare qualunque malattia rara. Dagli esiti degli esami di Rossella, i risultati erano sempre nella norma. Nonostante i vari ricoveri, nei centri più rinomati e importanti, dove Rossella è stata girata e voltata come un calzino, effettuando tutti gli esami possibili e immaginabili. Ma quella bestia rara che aveva la mia bimba, nessuno l’hai mai scoperta. Comunque Rossella interagiva, a dispetto di quella bestia rara che era in lei, a dispetto di quelle persone per cui Rossella era una causa persa. Rossella ed io eravamo una persona sola, un’anima sola, perché il nostro è stato da subito un vivere in simbiosi. Dov’era Rossella, c’era la mamma! Rossella, nonostante i suoi limiti, era una bimba determinata, che capiva tutto, e che si faceva capire molto bene. Lei parlava con gli occhi!!! È venuta al mondo per sorprendermi, la mia principessa. Ma, in tutta questa brutta vicenda, nella sfortuna, la mia piccolina ha avuto la fortuna di avere sempre accanto persone che l’hanno circondata di attenzioni e di tanto amore. Ha avuto la fortuna di essere seguita da una persona ineccepibile, il suo pediatra, che l’ha sempre curata con professionalità e affetto. Era una bambina che era impossibile non amare. Dopo varie vicissitudini, nel 2007 abbiamo iniziato dei cicli di fisioterapia e di logopedia. Inizialmente le terapiste erano un po’ scettiche nel vedere la bimba, quindi non si aspettavano grandi risposte. Io ero certa che le risposte e i miglioramenti, gradualmente, sarebbero arrivati. Ho sempre creduto in mia figlia e nelle sue capacità, senza farmi false illusioni. Rossella era una bimba propositiva, attenta, interessata al mondo che la circondava, curiosa. Perché ho sempre cercato di stimolarla, con qualunque cosa potesse attirare la sua attenzione. Comunque, di lì a breve, con amore, tanta pazienza e determinazione, facendo un lavoro di squadra (terapiste in gamba e mamma sempre in prima linea!!!), con molta soddisfazione da parte di tutti, le risposte e i miglioramenti della piccola cominciavano ad arrivare. Complessivamente, il lavoro della riabilitazione per Rossella è stato graduale, dando ottimi risultati. Risultati riconosciuti, dopo i soliti controlli di routine, dai medici specialisti del settore. Il risultato più grande l’abbiamo ottenuto dalla piccola quando, a metà dicembre 2008, arriva la nuova logopedista, Alessandra. La mitica Alessandra è stata l’unica terapista in grado di compiere l’impresa ardua di riuscire a dare la pappa a Rossella. Il momento del pasto era riservato solo ed esclusivamente alla mamma. Nessuno, in nove anni e mezzo, ci era mai riuscito! I bambini come la mia piccola sono bimbi molto, molto speciali. È vero che hanno bisogno di continua assistenza, di cure e di affetto. Ma un loro sorriso ti riempie il cuore. È un grazie per l’affetto e per l’amore che gli hai donato. Quando si mette al mondo un bambino, non esistono scuole che insegnano qual è il comportamento da adottare o la cosa giusta da fare per il proprio piccolo. Solo l’istinto e l’amore di una mamma possono far sì che ciò avvenga. Mettere al mondo un bambino è una faticosa e infinita strada in salita… una fatica immensa, che dà senso alle tue giornate e ti riempie la vita. E la mia piccolina, la vita me l’ha riempita davvero! Le mie giornate non hanno più senso senza di Lei. La mia Principessa adesso non c’è più. Lei adesso è una figlia di luce, un angelo che mi segue dal paradiso. Ha lasciato un vuoto immenso, un dolore insopportabile. Mi manca, mi manca tutto di Rossella. Mi manca la nostra quotidianità. Rossella era una bambina solare, allegra. Le parlavo in continuazione, e Lei a modo suo mi rispondeva. Quando cantavo, Lei mi seguiva con dei vocalizzi che avevano la finalità del canto. Mi manca abbracciarla, la sua testolina appoggiata sulla mia spalla, le sue espressioni, i suoi sorrisi che mi aprivano il cuore. Mi consola aver fatto per Lei qualunque cosa, il possibile e l’impossibile, e averle dato tanto affetto e tanto, tantissimo amore.


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