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Puzzle di una vita

Vilma
Language: Italian
Country: Italy
Typology: health care professionals
Text:
Quel paziente mi muoveva tanta tristezza nel cuore… Aveva così tanti fascicoli, dossier, una valigia di certificazioni mediche: una vera enciclopedia medica. Veramente ne sapeva più lui di me di medicina, di esami, cure, ecc. Lessi tutto per deontologia professionale, alcune cose non le capii e mi documentai e andai ancora più in confusione. Forse quel medico di famiglia aveva sbagliato invio… Ipocondria? Depressione Maggiore, Disturbo bipolare… Trauma cranico, lesioni, cadute… Disturbi visivi, DPTS… ecc., ecc., ecc. Ci poteva stare di tutto. Proprio non sapevo da che parte incominciare, aveva già girato tanti specialisti… Poi decisi di mettere tutto da parte e d’iniziare: Mi racconti… l’ascolto, mi parli di lei Un fiume in piena, esondava un infinito bisogno di ascolto, di tracciare la propria identità nell’aria, sulla terra, di trovare il proprio ruolo, spazio, di essere nel proprio tempo. Lo lasciai andare, ero lì a far da argine. Quale fretta aveva mai mosso tanti clinici a fare tutte quelle diagnosi: tutte corrette a modo loro. Dopo quasi un’ora di ascolto, al termine di quel nostro primo incontro, o forse era il secondo, ora non ricordo con esattezza, gli restituii che lo avevo ascoltato volentieri e che notavo che lui aveva una gran voglia di raccontare, per cui lo invitai tutti i giorni a sedersi a tavolino e a scrivermi di sé, della sua vita, i trascorsi, la famiglia di origine, l’attuale famiglia, il lavoro, la malattia, le malattie, ecc. Io sarei stata lì ad accogliere la sua parola, ogni volta che nelle settimane successive sarebbe venuto in studio. Avremmo tenuto 2 quaderni, con gli anelli, ad ogni incontro me ne avrebbe lasciato uno e l’altro, già precedentemente a me lasciato e accuratamente da me letto, l’avrebbe riportato a casa e riportato la volta successiva… Avrebbe tenuto un diario di vita vissuta. Gli anelli univano le pagine della vita, che potevano, a volte, scompaginarsi e ritornare al loro posto, con un contenitore. Tutto con il tempo ha preso il suo spazio, il suo tempo, la sua azione: i pezzi del puzzle hanno dato forma ad una persona. La persona ora vive nel qui e ora e a volte riaffiora il là e allora… a volte… si scompagina, e poi rimette a posto… giorno, notte, sole, pioggia, caldo e freddo… vuoto, pieno. Ringrazio i miei pazienti, il più delle volte sono solamente uno spettatore o un accompagnatore e loro i protagonisti, gli attori principali della loro storia. Spesso dovrei pagarli io per quello che mi lasciano in eredità.


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